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ImmagineIeri si è tenuto il secondo incontro di Conversazioni in lingua da Pomepi 1848. Libro scelto: 1984 (NIneteen Eighty-Four) di George Orwell. Ho iniziato col parlare dell’importanza del libro nell’ambito della cultura occidentale e ho proseguito delineando i tratti principali della storia. Poi si è entrati nel vivo della conversazione parlando di cosa può significare vivere in un regime totalitario che abbia il potere di manipolare il passato e reinventare la lingua attraverso cui ti esprimi, in modo da contribuire al tuo asservimento.

In particolare abbiamo letto la parte che riguarda la parola ‘sane’, sano di mente, che è una parola chiave del testo. Infatti, se nella prima parte del libro, Winston Smith ne parla come di ann risorsa per continuare a credere nei suoi ideali, nella terza questa stessa parola gli viene rivoltata contro:

“It was not by making yourself heard but by staying sane that you carried on the human heritage”. (Winston nella prima parte )

“It is impossible to see reality except by looking through the eyes of the Party. That is the fact that you have got to re-learn, Winston. It needs an act of self-destruction, an effort of the will. You must humble yourself before you can become sane”. (O’Brien mentre tortura Winston)

In questo senso ci siamo soffermati sul significato del dolore fisico inflitto a Winston durante la tortura e a cosa una persona è disposta a sacrificare pur di far smettere quel dolore. Uno dei partecipanti ha scelto di leggere questo passo:

100_2920“Never, for any reason on earth, could you wish for an increase of pain. Of pain you could wiish only one thing: that it should stop. Nothing in the world was so bad as physical pain. In the face of pain there are no heroes, he thought over and over as he writhed on the floor, clutching uselessly at his disbled left arm”.

Abbiamo anche parlato della scrittura di Orwell, molto bella e con espressioni particolarmente evocative e incisive, come “cavernous blackness”, riferito alla bocca sdentata di una donna del proletariato che Winston vede. Abbiamo ragionato sulla questione del controllo e della sorveglianza, questione molto attuale nel mondo d’oggi dove siamo sempre rintracciabili attraverso bancomat, carte di credito, social network, telecamere a circuito chiuso e così via.

Le informazioni linguistiche si sono concentrate su alcune epsressioni idiomatiche:

as happy as a lark, felice come una pasqua;

to cut somebody short, interrompere qualcuno;

to take something or somebody for granted, dare qualcosa o qualcuno per scontato.

Ringrazio anche questa volta i partecipanti che sono stati attenti e molto attivi nel corso della conversazione.

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