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pride-prejudice-book“It is a truth universally acknowledged that a single man in possession of a good fortune must be in want of a wife”. Questo l’incipit di Pride and Prejudice (1813) di Jane Austen, libro utilizzato per il terzo ciclo di appuntamenti dedicati alla conversazione sulla letteratura promossi dalla Victoria Company di Jesi (An) la scorsa primavera, qui il link al progetto. Gravi problemi familiari mi hanno portato a ridurre gli impegni al minimo negli ultimi mesi e anche questo blog ne ha risentito. Per questo lo aggiorno solamente ora. Pride and Prejudice parla delle dis/avventure della famiglia Bennet che, nella persona della madre (ansiosa e nevrotica, presenza fondamentale per conferire l’ironia sagace al libro), va alla disperata ricerca di un marito per le cinque figlie femmine che altrimenti, non potendo ereditare i possedimenti di famiglia che secondo la legge andavano in eredità agli eredi maschi, faranno una vita di stenti.

Tornando alla frase di apertura, si tratta di una frase ormai divenuta celebre e che riassume benissimo il senso e il tono del libro. Austen ci informa che è unanimemente riconosciuto per un uomo single e facoltoso aver bisogno di una moglie (l’uso dell’espressione ‘to be in want of’ è particolarmente azzeccata). Da queste informazioni deduciamo il tema dell’amore che è uno dei temi del libro, ma anche il tema ben più politico del matrimonio che Austen presenta sempre come una condizione sociale importante per la vita di una donna (siamo all’inizio dell’Ottocento). Il fatto poi che si tratti di un uomo ricco ci parla della questione di classe, altro tema portante del libro, dove protagonista è la piccola nobiltà legata ai possedimenti di terre (gentry). Infine, ma non da ultimo, l’utilizzo dell’espressione ‘universally acknowledged’ (unanimemente riconosciuto) introduce l’elemento ironico, che rende la storia, gli intrighi, le incomprensioni e i rapporti umani7847 dei protagonisti vivaci e vivi.

Nel corso della conversazione abbiamo letto e commentato alcuni estratti del libro che è suddiviso in tre volumi. Qui un frammento di uno dei pezzi più belli e magistralmente scritti da Austen, il serrato dialogo fra Elizabeth Bennet e Lady Catherine che non approva il suo rapporto con il nipote Mr. Darcy:

“Miss. Bennet, do you know who I am? I have not been accustomed to such language as this. (…) Let me be rightly understood. This match, to which you have the presumption to aspire, ca never take place. No, never. Mr. Darcy is engaged to my daughter”.

Diversi sono gli adattamenti cinematografici, fra i quali spicca la versione divertente e dinamica di Joe Wright del 2005, con Kiera Knightly nel ruolo di Elizabeth Bennet.

Diversi sono anche gli adattamenti letterari, ossia romanzi ispirati ad una parte o ad un aspetto di Pride and Prejudice, come Pride and Prejudice and Zombies di Seth Graham Smith o Longbourn di Jo Baker che racconta la storia dal punto di vista della servitù di casa Bennet.

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