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Moby-Dick-or-the-Whale-book-coverL’estate è terminata o forse, quest’anno, non è mai iniziata. Il mare però, con le sue onde e la sua maestosità, ci ha tenuto compagnia nei tre appuntamenti letterari ad esso ispirati. I libri scelti sono stati: Moby Dick di Herman Melville, Le onde di Virginia Woolf e Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway. Ogni serata è iniziata con un aperitivo in lingua inglese a partire dal libro di ogni appuntamento per poi proseguire con una lettura e commento in italiano del libro in questione. Il tutto a cura di Rosella Simonari. Qui il link all’evento.

Moby Dick è il corposo capolavoro di Hernan Melville, storia dell’ossessione del capitano Achab per la balena bianca che gli ha distrutto una gamba e che sembra impossibile da catturare. L’incipit del romanzo è uno dei più potenti della letteratura di tutti i tempi, “Call The-Waves-Virginia-Woolfme Ishmael” che si può tradurre con ‘chiamatemi Ismaele’ o con il meno usato ‘chiamami Ismaele’. Il libro poi è di carattere quasi enciclopedico dato che include, non soltanto la storia della caccia a Moby Dick, ma anche una serei di digressioni sulle balene come cetacei che spesso sfociano in riflessioni di carattere filosofico. E, in questo senso, l’ssessione di Achab trova una controparte nell’ossessione di Ismaele per la cetologia.

Le onde di Vrginia Woolf offre una prospettiva molto diversa dal Moby Dick sul mare. In questo caso, infatti, la scrittura stessa si fa liquida e rincorre il ritmo cadenzato delle onde che si infrangono sulla spiaggia. Il libro si contraddistingue per questo come il più sperimentale di Woolf, che tenta di raffigurare l’interiorità di sei amici nel corso della loro36 esistenza. il libro è suddiviso in nove parti, ognuna delle quali viene introdotta da descrizioni poetiche di un paesaggio marino che contribuiscono al lirismo dell’opera.

Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway è un capolavoro di sintesi e di cura formale. La storia della sconfitta del vecchio pescatore Santiago (denominato quasi sempre ‘il vecchio’) assurge quasi a lotta epica di un uomo qualunque contro la forza inimmaginabile della Natura. Il vecchio non pesca da 84 giorni e quando un grosso pesce spada, un marlin per la precisione, abbocca alla sua lenza, egli sembra sperare nella buona sorte. Il pesce però è di dimensioni superiori alla barca e, dopo aver lungamente e duramente lottato per ucciderlo, Sanitago lo deve trainare accanto alla barca. La fortuna e conquista si tramutano allora in una perdita allorquando i pescecani giungono uno dopo l’altro a mangiarsi tutto il pesce. Ma la sconfitta non è una vera sconfitta poiché a casa ad attendrlo c’è il suo amico, il ragazzo (di nome Manolin) e la comunità di pescatori che, alla vista del grosso scheletro, comprendono che l’impresa del vecchio è stata titanica.

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foto Maria Teresa De Roberto.

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