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To be, or not to be, that is the question. (Act III, sc. I)

https://i1.wp.com/www.clas.ufl.edu/users/burt/HauntingHamlet/Hamlet%20Arden%202.jpgShakespeare, Hamlet e l’arte di conversare. Questi gli ingredienti principali del primo appuntamento di Literature for you, ciclo di conversazioni in lingua ispirate ai grandi libri della letteratura inglese e statunitense. Il luogo: l’accogliente saletta lounge della Victoria Company.

Iniziare con Amleto ha voluto dire iniziare con William Shakespeare, figura immensa per la sua fama e famosa per la sua arte. E dire che ci sono anche teorie secondo le quali Shakespeare non era Shakespeare, anzi probabilmente era un siciliano di nome Michelangelo Florio Crollalanza (qui un articolo in inglese che ne parla). All’incontro abbiamo iniziato proprio da questo e dal teatro dove Shakespeare presentava le sue opere teatrali, il Globe Theatre, ricostruito a Londra e in altre parti del mondo, fra cui Roma.

E poi Hamlet, Amleto e il mondo del teatro. Ci siamo quindi soffermati su termini quali ‘soliloquy’ e ‘aside’ per poi addentrarci nella tragedia a cominciare dagli oggetti più importanti che vengono utilizzati nell’opera, come il veleno che servirà per uccidere più di un personaggio, il teschio che falsamente viene ricondotto al celebre soliloquio di Amleto, “to be or not to be” (in realtà Amleto lo prende in mano nel V atto), una ghirlanda di fiori che si ricollega ad Ofelia e alla sua morte e così via. Abbiamo parlato dei personaggi principali e ci siamo addentrati nella storia, leggendo alcuni brani, fra cui una breve lettera d’amore che Amleto scrive ad Ofelia e di cui qui riporto una parte:

Doubt thou the stars are fire,

Doubt that the sun doth move,

Doubt truth to be a liar,

But never doubt I love.  (Act II, sc, II)

L’inglese di Shakespeare è ovviamente un inglese antico, che però con qualche piccola informazione è facile da comprendere: ‘thou’ è una forma antica per ‘you’ così come ‘doth’ lo è per ‘does’.

1909136_10203067971851128_1006637772_oHamlet è una tragedia in cinque atti e ognuno è caratterizzato da eventi importanti, come il III atto che prevede oltre al menzionato soliloquio anche la descrizione del suicidio di Ofelia, che pure abbiamo letto insieme.

Abbiamo riso (sì riso per alcuni aspetti della tragedia) e riflettuto sulle tematiche più importanti. È stato davvero un bell’incontro che si è concluso con alcune frasi celebri che da Hamlet in poi sono divenute di uso comune. Una su tutte: “Something is rotten in the state of Denmark” pronunciata da Marcellus, una delle guardie del re (Act I, sc. V).

Il prossimo appuntamento con Hamlet è per i livelli Intermediate e Advanced il 10 marzo alle ore 6 del pomeriggio sempre nella saletta lounge della Victoria Company di Jesi (Ancona). Si parlerà di questo e molto altro. Non mancate!

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